SMALL ISLANDS OF COHERENCE
SOCIAL ENTERPRISE OPEN CAMP 2025

Oltre alla necessità di recuperare le parecchie ore di sonno perse, il ritorno dal Social Enterprise Open Camp porta con sé una sensazione unica. Una sorta di impazienza, una spinta all’azione, una voglia di mettere subito in pratica i tanti stimoli ricevuti. Non può lasciare indifferenti il confronto con relatori ed esperti provenienti da tutto il mondo e da tutte le culture, immersi in contesti storici e architettonici straordinari (Il Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Torino, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il Teatro Giovanni Toselli di Cuneo, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino) in un susseguirsi di discussioni e scambi all’insegna dell’imprenditoria sociale e dell’impact investing.
Il format dell’evento organizzato da Fondazione Opes è ormai consolidato: un’esperienza formativa immersiva della durata di quattro giorni, un’alternanza di sessioni plenarie e interviste, workshop, momenti conviviali e l’immersione nel patrimonio culturale locale rendono l’esperienza completa e coinvolgente.
Per l’edizione 2025, il SEOC ha scelto un tema di grande rilevanza: “TOGETHERNESS – Cultivating Systemic Change”. Affrontare le sfide sociali contemporanee significa confrontarsi con problemi complessi e interconnessi, che richiedono approcci nuovi e collaborazioni strategiche. Non basta più trattare i sintomi: è necessario agire sulle cause profonde, ridisegnando dinamiche, equilibri e partnership.
La forza del SEOC risiede nella concretezza con cui affronta queste tematiche complesse, senza banalizzarle. Questo grazie alla presenza di relatori di alto livello, alla testimonianza di imprenditori sociali, ciascuno con i propri sogni e le proprie sfide, e alla partecipazione di professionisti provenienti dai settori più diversi.
Abbiamo ricevuto la testimonianza della prima realtà di venture philantropy dedicata all’imprenditoria sociale nel mondo arabo (alfanar) e quella del primo fondo al mondo nato per sostenere l’indipendenza editoriale e dei media (Media Development Investment Fund). Abbiamo appreso buone pratiche nell’ambito dell’economia carceraria (Panaté) e dell’accessibilità di soluzioni abitative in contesti di marginalità (Smart Havens Africa). Si è parlato di empowerment di piccoli agricoltori nella lotta al cambiamento climatico tramite la formazione e le nuove tecnologie (sistema.bio) e della rilevanza dell’arte e del settore creativo nella trasformazione sistemica della società (Moleskine Foundation).
Attività e relatori diversi, ma tutti uniti dalla convinzione che un cambiamento profondo e strutturale nei sistemi sociali, culturali, politici, ambientali ed economici è possibile solo attraverso il ripensamento delle logiche stesse che li regolano.
La nostra partecipazione al SEOC 2025 è stata un’occasione preziosa per ripensare e, fortunatamente, trovare conferma in merito ad alcuni punti chiave del nostro approccio filantropico: affrontare i problemi sociali andando alla radice, concentrandosi sulle cause invece che sui sintomi, porre attenzione a chi si trova ai margini della società e, infine, costruire relazioni autentiche. Perché solo insieme possiamo preservare le nostre “piccole isole di coerenza in un mare di caos” e contribuire a un cambiamento reale e duraturo.


