INCONTRI CHE FANNO LA DIFFERENZA
“Con voi ho realizzato un sogno che avevo da bambina – vivere da sola, fare volontariato, studiare ciò che amo e conoscere persone nuove – tutte cose che credevo di non poter mai permettermi.
Come potrei descrivere ciò che mi avete dato? Siete stati un dono raro, senza paragoni.
La mia vita ha preso una direzione diversa grazie a voi.
Ogni aiuto, ogni esperienza e ogni tipo di sostegno ricevuto sono stati fondamentali per la persona che sono oggi.
Accanto al mio percorso universitario, mi avete regalato gli strumenti per capire, per crescere e per provare a fare la differenza nel mio piccolo.”
(dedica di Siham al Centro Astalli nel giorno della sua laurea).
Si è da poco conclusa la sessione di lauree primaverili per la famiglia del Centro Astalli. Grazie al progetto Articolo 34* abbiamo avuto l’opportunità di incontrare due studenti che hanno raggiunto questo traguardo.
Nashon e Siham, storie diverse, paesi d’origine diversi, percorsi di studio diversi, sogni diversi, ma in questi anni accomunati dalla stessa determinazione per raggiungere un obiettivo: un titolo di studio nel quale potere esprimere le proprie capacità, i propri interessi e svolgere poi un lavoro e così contribuire al bene di altri; accomunati dalla stessa immensa soddisfazione, tanto grande quanto la fatica affrontata che, impercettibilmente, si intuisce nel loro sguardo.
Nashon è il secondo laureato a La Sapienza di Roma giunto nel nostro paese grazie ai corridoi umanitari (anche il precedente è stato accompagnato in questi anni dal Centro Astalli!). Originario del Burundi, rifugiatosi con la famiglia in Mozambico e lì cresciuto, si laurea il 18 marzo 2026 in Genetics and Molecular Biology con una tesi sulla resistenza agli antibiotici tramite la terapia fagica. Il lavoro viene molto apprezzato dalla relatrice (non al corrente della storia pregressa dello studente). Vorrebbe ora proseguire con un dottorato di ricerca, o in alternativa continuare con un lavoro nell’ ambito bio-farmaceutico. Alla vigilia della discussione tranquillizza la famiglia a casa, dice che in quel giorno importante non sarà solo: “ci sarà la mia famiglia italiana, gli amici del Centro Astalli”.
Siham, originaria del Marocco, arriva all’Astalli dalla Puglia, dove ha lasciato i fratellini e il padre per poter studiare ostetricia a Roma. Orfana di madre, vuole poter aiutare le donne a dare alla luce i loro figli. Si laurea il 15 aprile 2026 con lode in Ostetricia, con una tesi sul ruolo dello yoga prenatale per il benessere psicofisico materno. Durante gli studi fa volontariato in via degli Astalli presso il Centro Matteo Ricci, dove sono ospitate madri con figli in situazione di estrema fragilità**. Ora desidera partire per un anno di servizio civile come ostetrica in Tanzania. Anche per lei, a discussione terminata, un momento di festa che la vede attorniata da tante persone che in questi anni l’hanno incontrata, accompagnata e amata.
Entrambi questi giovani hanno sperimentato la bellezza e l’importanza di essere all’interno di una rete che ha saputo accoglierli e supportarli. Mondi diversi ma che possono “funzionare” insieme quando ci sono rispetto e solidarietà, presupposti fondamentali per una integrazione autentica.
Congratulazioni a questi giovani per il loro futuro e tutti i prossimi traguardi!
*obiettivo del progetto è di sostenere percorsi di studio e di alta formazione di migranti forzati e cittadini di Paesi terzi particolarmente esposti a fragilità economica e sociale.
**Ai beneficiari del progetto Art.34 viene proposto di fare diverse ore di volontariato. Questo permette loro di diventare protagonisti a loro volta di quello spirito di prossimità vissuto al Centro Astalli.

