Milano, via Senigallia 60, ore 9,00. La giornata per Zero% è già ampiamente operativa: chi nei magazzini, chi nell’ufficio, chi sta scaricando un furgone nuovo di zecca (recente acquisizione, grazie anche al contributo di FAI). A distanza di un anno dall’ultima visita in loco, incontriamo Teresa Scorza nei nuovi spazi in zona Comasina, nord di Milano.

Grazie a un bando del Comune, Zero% ha infatti ottenuto quattro nuovi spazi (tre magazzini e un ufficio), ampi e ben illuminati, all’interno di un recente complesso di proprietà della Municipalità, adibito a scopi abitativi e ricreativi per persone in situazione di fragilità.

La grande crescita di Zero% nell’ultimo anno ha reso necessario un ampliamento: sono quasi una cinquantina le aziende che si avvalgono dei loro servizi di ristorazione e catering, inoltre sempre di più chiedono di poter fare con loro attività di volontariato aziendale.

La novità rispetto alla precedente visita è che la quarantina di persone assistite (con età dai 20 ai 60 anni) non lavorano più come tirocinanti, ma sono regolarmente assunte con contratti da un anno a tempo indeterminato.

Zero% continua nel suo obiettivo principale di formare persone con disabilità affinchè possano trovare un lavoro all’esterno, ma ora assumono anche per conto di aziende, che così ottemperano all’obbligo di assunzione di categorie protette (art.14).

E’ interessante constatare che, già nel giro di qualche mese, le persone assistite presso questa realtà acquisiscono autonomia, senso di responsabilità, escono da situazioni spesso di isolamento intessendo amicizie, il tutto grazie al lavoro che svolgono quotidianamente in un contesto che anziché sottolineare la loro disabilità, dà loro fiducia, riconosce e lavora sui loro punti di forza ed i loro interessi.

“Mantra” di Zero% è: “adattare il contesto lavorativo alla persona” e non viceversa, come si è soliti pensare.

Parlando con Teresa e le sue collaboratrici si avverte forte il desiderio di mettere la persona con disabilità al centro e la determinazione ad offrire al cliente un servizio efficiente e di livello. Le aziende che hanno provato Zero%, infatti, tornano e si fidelizzano proprio per l’offerta di qualità che ricevono.

Prima di salutarci Teresa ci svela il suo sogno: visti i notevoli risultati fino ad ora ottenuti, si propone ora di studiare e “certificare” il modello d’impatto Zero%    così da renderlo replicabile presso tutte le aziende interessate ad una efficace gestione delle categorie protette.

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